mercoledì 15 giugno 2011

IL PCI NON È MORTO.

Cari compagne e compagni, passate le votazioni e i referendum, con dei risultati straordinari.
Noi ,come Federazione della Sinistra abbiamo avuti dei buoni risultati,specialmente a Napoli,ma penso sinceramente che non sono soddisfacente,anche tenendo conto del oscuramento mediatico.

Quello che vorrei proporre e una altra cosa ,non ci possiamo presentare alle prossime elezioni,ancora divisi,perché non ci vedono credibili,non siamo capace di raggiungere l`unità fra noi comunisti,come possiamo diventare un punto di riferimento.

¿Perché non riusciamo ha raggiungere l`unità dei comunisti?

Oggi siamo di fronte a partiti e innumerevole personaggi che si definiscono di sinistra ,parlando d`una sinistra nuova riformista ecc.ecc..creando una confusione ideologica,che allontana molta gente ,logicamente ognuno può definirsi come vuole.
Per questo l`importanza della falce e martello,che non sono dei semplici simboli,ma
rappresentano un punto di riferimento e d`identità molto forte, per tutti quelli che siamo anticapitalisti, per la pace, la libertà, la democrazia ,la legalità,la laicità, sanità e scuola pubblica ecc.ecc .Dentro la federazione della sinistra non ci possono essere due partiti con gli stessi ideali e simboli,cosi non diventiamo credibili, ci vuole l`unità,soprattutto la partecipazione e la scelta dei dirigenti dalla base ,purtroppo ci sono troppi dirigenti che vedono l`unità come una cosa astratta ,bisogna confrontarsi apertamente,democraticamente senza paura,vi ricordo che l`Italia ha una forte tradizione di sinistra come in nessun altro paese al mondo, abbiamo un`identità propia,dobbiamo essere orgogliosi del nostro passato con tutti i suoi errori,ma sono nostri.Ogni paese cerca il suo cammino verso un mondo migliore,confrontandoci con tutti,per migliorare.

IL PCI NON È MORTO, è addormentato placidamente grazie ad una classe dirigente non all`altezza della sua storia.
Oggi possiamo risvegliarlo con una grande partecipazione di tutti quelli che vogliamo un`Italia diversa ,con la nostra identità e i nostri simboli,che rappresentano la dignità del lavoro ,che fanno paura soltanto al sistema capitalista.

Cari compagne e compagni,raggiungere l`unita è molto semplice,basta volerla,confrontandoci sui problemi reali,eliminando gli interminabili discorsi astratti,che dividono più che unire,scegliendo dei dirigenti dalla base,che siano onesti e veramente di sinistra senza ambiguità in forma partecipativa,come si faceva una volta.,e che restino sempre a contatto con la base.

Un caro saluto a tutti.
Vito terranova

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